Biografia ragionata dell’ingegner Porcheddu

L’ingegnere G. A. Porcheddu (1860-1937) fu un ingegnere sardo di Ittiri (SS) che lavorò a Torino per tutta la sua vita. A lui dobbiamo sostanzialmente la diffusione del sistema Hennebique per le costruzioni in calcestruzzo armato in Italia, dal 1894. Nel corso di 40 anni realizzò quasi 2700 progetti in tutta Italia e anche all’estero. Porcheddu emerse come una figura di spicco nel campo dell’ingegneria civile e strutturale, lasciando un’impronta indelebile nel panorama architettonico di tutta Italia nel corso del XX secolo. La sua figura non è stata ancora sufficientemente valorizzata.

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Biografia e formazione

Giovanni Antonio Porcheddu nasce a Ittiri (SS); rimase ben preso orfano di entrambi i genitori (la madre muore nel 1863) e lavorò fin da giovane come manovale. La cittadina di Ittiri, infatti, ha una lunga tradizione di famiglie di costruttori e muratori, ed ha contribuito all’edificazione di buona parte della Sassari e di Alghero del XIX e XX secolo. Si trasferì a Sassari dove trovò impiego nel cantiere del Palazzo del Consiglio Provinciale e allo stesso tempo riuscì a conseguire la licenza tecnica inferiore, anche grazie all’aiuto economico di uno zio. Con una borsa di studio ottenne il diploma di scuola superiore. Con un’altra borsa di studio poté frequentare il primo biennio di Matematica e Fisica presso l’Università di Pisa; passò poi nel 1897 a Torino alla Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri, conseguendo la laurea in Ingegneria Civile nel 1890. Si diplomò anche ingegnere elettrotecnico nel 1891, frequentando le lezioni di Galileo Ferraris al Regio Museo Industriale. Nel 1892 Porcheddu ebbe la possibilità di impiego nell’amministrazione delle miniere della Sardegna per cui era richiesta la laurea in ingegneria industriale, ed egli in un anno, sempre a Torino, si laureò anche in quel settore. Non ritornò però in Sardegna, poichè sempre nel 1892 sposò a Torino Amalia Dainesi, e nel 1894 fondò uno studio di progettazione in via Cavour 2 con un socio, l’ing. Ferrero. Interessatosi al brevetto Hennebique per il calcestruzzo armato [di seguito cls armato], una recente innovazione franco belga (brevettata nel 1892), ne diventò concessionario. Il socio però abbandonerà presto lo studio, ritenendo l’operazione troppo azzardata. Porcheddu iniziò invece la sua brillante carriera professionale e in breve divenne concessionario di Hennebique per l’Italia del Nord, poi agente e concessionario (dal 1896), poi agente per l’Alta Italia e dal 1914 unico riferimento di Hennebique per l’Italia continentale, con un successo impressionante. Nel 1906 trasformò la ditta individuale in Società Anonima Porcheddu Ing. G. A.. Dato che il sistema costruttivo era ai primordi, era necessario un controllo costante sui materiali da utilizzare. Già nel 1900 la Società disponeva di una propria ferriera a Genova per la produzione delle barre di ferro di armatura. Per quanto riguarda il legante, Porcheddu si rifornì, tra gli altri, dai cementi prodotti nella zona di Casale Monferrato, e partecipò a fondare una società per la produzione di calce e leganti idraulici (Società Anonima Cementi del Monferrato) a Morano sul Po (1906-1912), con Pietro Fenoglio come presidente.

Mentre nei primi anni di attività i progetti venivano validati dalla casa madre in Francia, già del 1898 lo studio redigeva autonomamente calcoli e progetti apportando diverse migliorie. Nel 1903 lo studio si spostò in corso Valentino 20 (oggi corso Marconi). La nuova sede costruita in stile liberty dal dipendente ing. E. Bracco, oltre agli uffici, disponeva anche di un laboratorio per prove, nel quale si effettuavano rilevazioni sulla portanza di strutture (tra cui le travi prefabbricate Siegwart, di cui era concessionario) e sulla resistenza dei materiali da impiegare.

Nel 1912 fu nominato cavaliere del lavoro. In occasione della cerimonia di conferimento del diploma di Cavaliere al Merito del Lavoro svoltasi nel 1914, il sindaco di Torino senatore Teofilo Rossi pronunciò un discorso (poi pubblicato in un apposito volume “in honorem”) di cui si riportano alcuni brani. “Furono difficoltà immense mancavano gli operai, ed egli si formò personalmente la sua maestranza, facendo assegnamento sulla sua vecchia pratica di operaio, cominciando a lavorare con le sue proprie mani; poco per volta i suoi lavori, cominciati da poche migliaia di lire l’anno, ascesero a centinaia di migliaia e poi a milioni e milioni di lire annue che Porcheddu ha disseminato per tutta l’Italia. Con una arditezza, con una volontà indicibile, con la sicurezza dell’avvenire che egli aveva davanti a se, cui nulla faceva timore, Porcheddu seppe imporsi poco alla volta, riuscì a combattere e diminuire l’uso delle travi di ferro di alto profilo che si fabbricavano all’estero, e le sostituì con barre di ferro accessibili alla fabbricazione di qualsiasi, anche piccola, ferriera. Ma la sua industria egli seppe ancora trasformarla, migliorare il brevetto e la costruzione, emancipando poco alla volta il nostro Paese dagli stranieri per la produzione di materie prime: il cemento e il ferro. Questo è uno dei suoi più alti titoli di gloria di cui tutti gli Italiani devono essere veramente grati.” Porcheddu, in soli vent’anni aveva realizzato “qualche cosa di incredibile, di meraviglioso, attraverso cui la mente si perde, infatti, è impossibile citare la pleiade di lavori che sorsero in Italia per opera sua. Ricorderò solo a Genova i monumentali silos granari, i grandiosi Mulini Alta Italia, le principali case di via XX Settembre, il mercato orientale, i docks vinicoli, il palazzo della Nuova Borsa, le Scuole di Arti e Mestieri, l’Albergo Popolare; a Millesimo il meraviglioso ponte sulla Bormida; a Padova il cavalcavia della Stazione; a Milano i serbatoi sul Castello Sforzesco; a Rovigo il Teatro municipale; a Torino i principali nuovi edifici della città e dintorni: tre ponti sulla Dora, il serbatoio per l’Acquedotto municipale, i Magazzini Generali Piemontesi, le Scuole di Arti e Mestieri, la Scuola Vittorio Alfieri, la grandiosa Rimessa per locomotive, l’arginatura del Po, il palazzo stabile del Giornale, lo Stadium, che è il più grande del mondo; a Roma il Teatro Apollo, l’Istituto sperimentale per esplosivi, il ponte sul Tevere con un arco a cento metri, opera che riscosse l’ammirazione di tutti i tecnici italiani e stranieri; in tutte le province egli costruì case di comune abitazione, ville, palazzi, edifici pubblici, teatri, chiese, scuole, caserme, ospedali, opere stradali e idrauliche…”. In quel frangente gli venne donata una targa in bronzo finemente modellata dall’insigne scultore liberty  Leonardo Bistolfi, legato all’ingegnere da vincoli di amicizia.

L’impresa aveva filiali e rappresentanze in tutta la penisola (Genova, la più longeva, poi Milano, Roma, Reggio Calabria, Messina, Palermo ed altre) e realizzò la maggior parte dei progetti in calcestruzzo armato d’Italia affermandosi come la più grande realtà costruttiva e progettuale dedicata al nuovo materiale. Tutti i suoi progetti, di cui la società era esecutrice e/o progettista, sono conservati nel suo archivio. Riguardano manufatti in quasi tutte le regioni d’Italia, oltre a Libia, Grecia, Turchia, Marocco. Il calcestruzzo armato era apprezzato nella costruzione di ponti, cisterne, fabbriche, viadotti, magazzini, per la rapidità di esecuzione, le qualità antisismiche, l’incombustibilità, la sicurezza, la flessibilità progettuale degli interni e la possibilità di impiegare ampie aree vetrate per illuminare gli ambienti. Porcheddu, in ogni caso, operò già dalla fine dell’Ottocento in molte strutture per l’edilizia residenziale o il terziario: palazzi prestigiosi, ospedali, case popolari, strutture alberghiere, uffici, università, palazzi di banche e assicurazioni, strutture sportive e ricreative, istituti scolastici, etc.  A seconda dei progetti il cls armato era utilizzato per i soli solai, in struttura mista (solai e pilastri interni in cls armato, e muri esterni portanti), oppure per l’intera struttura portante (detta struttura a telaio) .

Si può senza ombra di dubbio affermare che l’introduzione della tecnica del calcestruzzo armato in Italia è da imputare alla figura dell’ingegnere sardo: progettista, strutturista, impresario, nel corso di quasi 40 anni divenne il più grande costruttore italiano di manufatti in cls armato collezionando un numero notevole di record, italiani e mondiali.

La Prima guerra mondiale impose una rallentamento alla frenetica attività progettuale, corroborata però dalle richieste delle fabbriche convertitesi all’industria bellica. Nel primo dopoguerra costruì ancora a livello sostenuto, fino alla metà degli anni ’20 (anche se diminuendo sensibilmente il numero di progetti). Agli inizi del 1930 i lavori crollarono drasticamente: la tecnologia era matura, vi era molta concorrenza (l’introduzione delle norme tecniche verso gli anni Dieci avevano consentito un più facile accesso alla tecnologia), il brevetto era scaduto da tempo e la società non operava più in regime di quasi-monopolio come negli anni della Belle Epoque. Alcune vertenze giudiziarie avevano peggiorato la situazione finanziaria. Nel 1933 la società fu messa in liquidazione, ma tutte le procedure durarono fino al 1937, anno in cui si riuscirono a saldare i debiti, riscuotere i crediti e distribuire i proventi delle azioni ai soci. L’ing. Porcheddu morì nello stesso anno, senza che la sua attività fosse rilevata o proseguita dai figli (nessuno di essi seguì le orme del padre) o da collaboratori). La sua figura fu presto dimenticata. Fortunatamente gli eredi donarono al Politecnico di Torino l’intero suo archivio salvando la sua opera dall’oblio.

Innovazioni Tecnologiche e Architettoniche

L’ingegnere sardo non si limitò a riproporre in Italia il brevetto franco-belga ma apportò alcune migliorie di sua invenzione. Porcheddu, ad esempio, sperimentò barre metalliche a sezione particolare (non tonda) e ad aderenza migliorata oggetto di brevetto (sia in Italia sia in Svizzera), utilizzate in diversi edifici (Lingotto, Case Popolari di Messina, Magazzini Docks Piemontesi a Torino etc). Nel 1906 depositò un brevetto per un Tipo di Autostrada sopraelevata. Altri brevetti riguardarono particolari sistemi per le fondazioni e le piastrelle in cemento-amianto (cemento e asfalbestite). La ditta aveva anche rappresentanze di altri brevetti come i solai Siegwart (tubolari cavi smaltati), le tavelle incombustibili Brueckner, le fondazioni Compressol, le pavimentazioni in cemento e asfalto compressi Loher.

Porcheddu realizzò alcune tra le più grandi costruzioni in calcestruzzo armato del periodo, ricordiamo

  • I Silos granari Hennebique di Genova – (1901-1903) uno dei più grandi edifici in calcestruzzo armato del mondo per l’epoca – esistenti in fase di riqualificazione del 2024
  • Il Ponte Risorgimento a Roma, (1911) il più grande ponte del mondo ad unica campata in calcestruzzo armato, superato solo nel 1922 dal ponte di Minneapolis (USA) – esistente
  • Lo Stadium a Torino (1911) il più grande stadio del mondo in calcestruzzo armato per l’epoca – ora demolito, sul sito sorge il Politecnico di Torino, L’istituto tecnico G. Sommellier, il liceo scientifico G. Ferraris e alcune case di abitazione

Collaborazioni e legami professionali

La società dell’ing. Porcheddu ebbe vastissime collaborazioni con un nutrito numero di ingegneri e tecnici dell’epoca. La pià famosa è quella con l’ing. Pietro Fenoglio, esponente del liberty ma anche progettista di riferimento della borghesia industriale torinese in ascesa.  Sempre a Torino collaborò con gli ingegneri Carlo Ceppi, Camillo Olivetti (che gli affidò la costruzione delle strutture della sua prima fabbrica a Ivrea), Antonio Vandone di Cortemilia, Enrico Bonicelli (progettista industriale), Giovanni Chevalley, Giacomo Mattè Trucco (per numerosi interventi per la FIAT a Torino, Piemonte, Liguria), Felice Guidetti Serra (direttore della sede torinese della SNOS officine Savigliano, collaboratore di Napoleone Leumann e progettista industriale). A Genova strettissima fu la collaborazione con l’ing. Dario Carbone, l’ing. Giuseppe Celle (entrambi progettisti e costruttori), l’ing. Gaetano Orzali, l’ing. Cristoforo Bozano (progettista e industriale granario, che gli commissionò numerosi silos). A Savona collaborò con l’esponente del liberty locale Alessandro Marinengo. Fu amico e collaboratore dello scultore Leonardo Bistolfi e Edoardo Rubino, due artisti rappresentanti del liberty e del simbolismo in Torino.  Nel suo ufficio tecnico si formarono valenti strutturisti come l’ing. Danusso, l’ing. Giay, l’ing. Carlo Bagnasco (cugino di Cristoforo Bozano) e l’ing. Daniele Donghi. Nel periodo di massima espansione dell’impresa tra sede centrale e filiali lavorarono circa venti progettisti strutturali.

Opere realizzate

L’attività progettuale di Porcheddu si concentrò soprattutto a Torino, dove edificò poco meno di settecento edifici, infrastrutture e ponti in tutta la città. Importanti sono i ponti sulla Dora (ponte Amedeo IX, su via Livorno, ponte Duca degli Abruzzi su via Cigna, ponte Bologna su via Bologna, ponte del Colombaro su corso Novara/Tortona, ponte Emanuele Filiberto su via Fontanesi). Una delle sue realizzazioni più iconiche sono certamente i magazzini Docks Dora in via Valprato, Barriera di Milano (1912) mentre l’edificio più famoso riguarda la costruzione dello stabilimento FIAT del Lingotto (1916-1926).

Di seguito un elenco (non esaustivo) degli edifici con struttura progettata da Porcheddu più rappresentativi. Si evidenzia, soprattutto con alcuni industriali, una fidelizzazione per decenni, nell’affidare all’ing. Porcheddu la costruzione, l’ampliamento e le modifiche degli opifici. Con la FIAT egli collaborò in numerose sedi come gli stabilimenti di corso Dante, le Ferriere su corso Mortara, la SIMA di via Belmonte, le OGM di corso Vercelli, il Lingotto su via Nizza, già ricordato, a Torino, la RIV a Villar Perosa e gli stabilimenti a Genova. Ebbe un forte legame con la Borsalino di Alessandria, la Cinzano nelle sue diverse sedi in provincia di Cuneo, l’Ansaldo di Genova, la Società Ceramica Ligure a Ponzano (SP) e Genova Borzoli, la società elettrica Negri nel savonese, il dinamitificio Nobel ad Avigliana (TO). Fu progettista di molti opifici produttori di autovetture in Torino fino alla prima guerra mondiale e numerose fabbriche laniere nel biellese negli anni Venti e Trenta. Numerose le committenze bancarie in tutta Italia,  la realizzazione di Grand Hotel soprattutto in Liguria , la costruzione di case popolari, la realizzazione di strutture sanitare. 

Principali costruzioni in Torino:

  • Palazzo Bellia, via Pietro Micca 4-8 (1892-1898) progettista ing. Carlo Ceppi
  • Asilo Notturno Umberto I, (1896) progettista ing. A. Gastaldi (ing. D. Donghi)
  • Società Nazionale Officine Savigliano SNOS sede di Torino (1899-1914) vari progetti, progettisti ing. Morello, ing. Enrico Bonicelli,  ing. Felice Guidetti Serra
  • Stabilimento Ansaldi, via Damiano (1899) progettista ing. Pietro Fenoglio  – verrà poi assorbito nelle OGM
  • Chiesa Salesiana a Valsalice (1899) progettista ing. Vespignani
  • Stabilimento società Termotecnica e Meccanica (1899) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Casa Priotti corso Vittorio Emanuele II 52, (1900-1906) progettista ing. Carlo Ceppi scheda archivistica
  • Casa Nomis di Pollone, via Cernaia 19 (1900) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Fabbrica Boero (1900) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Casa Boffa e Costa, via Sacchi 28 (1900) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Ponte del Colombaro sulla Dora corso Novara/Tortona (1902)
  • Casa Polar, corso Regina Margherita 134 (1903) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Stabilimento Nebiolo, isolato tra corso Novara via Como, via Padova, via Bologna (1904) progettista ing. Guastalla
  • Casa Besozzi, corso Siccardi 20, (1904) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Casa Marangoni via Tiziano 17, (1904) progettista ing. Parrocchia (ing. D. Donghi)
  • Terrazzo del Teatro Alfieri (1904) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Casa Denis (Asilo Denis) via Vespucci 58 (1905) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Carrozzeria Locati e Torretta (1905) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Soc. Torinese Automobili Elettriche Krieger (poi STAE), corso Regina Margherita (1905) progettista ing. Pietro Fenoglio – demolite
  • Soc. Torinese Automobili Rapid, via Nizza 170 (1905) progettista ing. Pietro Fenoglio – demolite ora vi sorge l’Unicredit
  • Officine Grandi Motori OGM in corso Vigevano, Vercelli, via Carmagnola, via Damiano (1905-1915) progetto Ing. Mattè- Trucco, nel 1905 Fonderie su corso Vercelli/via Cuneo / via Carmagnola, numerosi altri edifici fino al 1915, nel 1924 costruisce anche la palazzina di corso Vigevano angolo corso Vercelli (progetto di Porcheddu) – edifici parzialmente demoliti
  • Stabilimento Carta da Parati Barone e Figli, corso Vigevano (1906-1908) progetto ing. Pietro Fenoglio
  • Socierà Garage Carrozzeria Automobili Alessio, Barriera di Supinigi ora corso Unione Sovietica (1907) progettista ing. Pietro Fenoglio – demolite
  • Officina società Autocommerciale (1907) progettista ing. Pietro Fenoglio 
  • Centrale termoelettrica del Martinetto, corso Lecce (1907) ora Iren
  • Stabilimento Concerie Italiane Riunite CIR, già conceria Giuseppe Durio, via Stradella 192 (1907-1928), numerosi progetti, progettista ing. Pietro Fenoglio, ing. Rostagno, ing. Marinari , ora sede della Circoscrizione 5 di Torino e del Centro di Documentazione Storica
  • Stabilimento Venchi (poi opificio Militare) corso Regina Margherita 16, (1907), progettista ing. Pietro Fenoglio 
  • Stabilimento Gilardini (bombe e armi), via Aosta (1907) progettista ing. Pietro Fenoglio 
  • Stabilimento Ambrosio Film, via Mantova e via Modena (1908-1910) progettista ing. Pietro Fenoglio 
  • Palazzo Assicurazioni Generali Venezia, via Botero 18 (1909-1911) progettista ing. Fenoglio
  • ponte Duca degli Abruzzi sulla Dora via Cigna (1909)
  • Conceria Pia (1910) progettista ing. Fenoglio
  • Garage Fubini  (1910) progettista ing. Fenoglio
  • Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini (già scuola primaria Vittorio Alfieri) – via Palmieri 58 (1910) , ufficio tecnico del Comue di Torino (progettista ing. Ernesto Ghiotti) , scheda archivistica
  • Ponte Bologna sulla Dora via Bologna (1911)
  • Palazzo del Giornale parco del Valentino (1911) progettisti ing. Pietro Fenoglio, Stefano Molli, Giacomo Salvadori di Wiesenhof, costruito per l’esposizione internazionale del 1911, ora demolito, vi sorge il Palazzo delle Esposizioni futura Biblioteca Centrale di Torino
  • Stadium su corso Duca degli Abruzzi (1911) progettisti ing. Ballatore di Rosana, Carlo Ceppi, Gonnella foto storiche – ora demolito
  • Magazzini Docks Dora, via Valprato 68 (1912), progetto ing. Ernesto Fantini
  • Ponte Amedeo IX sulla Dora via Livorno (1912)
  • Magazzini Docks Piemontesi, corso Dante 40 (1914), progetto ing. Ernesto Fantini – ora demoliti
  • Officina Carte Valori (1914)
  • Ponte Emanuele Filiberto sulla Dora via Fontanesi (1915-1919)
  • Società anon. Costruzioni Aereonautiche Pomilio (1916-1917) numerosi progetti
  • Stabilimento FIAT Lingotto via Nizza (1916-1926) Progetto ing. Giacomo Mattè Trucco
  • Fonderie Garrone (1919-1920) progettista Antonio Vandone di Cortemilia
  • Oratorio Salesiano Valdocco, via Maria Ausiliatrice (1925) ampliamento
  • Ponte Balbis, ex ponte Vittorio Emanuele III, sul Po e su corso Bramante (1926-1927) progettisti ufficio tecnico municipae e ing. Pagano Pogatsching (parti decorative)
  • Gazzetta del Popolo, poi palazzo L’Oreal, via Garibaldi 5 (1928-1930) progettista ing. Ruffinoni
  • Case della Compagnia Anonima di Assicurazioni in corso Giulio Cesare 42-58 (1929-1931) progettista arch. Emilio Decker
  • Palazzo della Cassa di Risparmio di Torino, già Palazzo Perrone di San Martino, via XX Settembre 31 (1929-1933) progettista ing. Giovanni Chevalley

Principali costruzioni in provincia di Torino:

  • Ampliamento di Villa Ulrich a Rivalba (TO) (1896) progettista ing. Gorino
  • Stabilimento Olivetti Fabbrica dei Mattoni Rossi a Ivrea (TO) (1896-1899) progettista ing. Camillo Olivetti
  • Casa Parrocchiale di Orbassano (TO) (1896) progettista ing. Bellia
  • Manifattura di Cuorgnè (TO) (1897-1924) numerosi progetti, progettista ing. Zueblin, ing. Bermone, ing. Hendel
  • Cotonificio Bosio S. Ambrogio di Susa (TO) (1897) progettista ing. Agnesi
  • Cotonificio Remmert a Ciriè (TO) (1900) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Edifici rurali tenimenti Ordine Mauriziano Stupinigi (TO) (1900) progettista ing. Bonelli
  • Canale di Ala di Stura per la società anonima Prodotti Elettrici a Ala di Stura (TO) (1901) progettista ing. Chiaves
  • Lanificio Bona a Carignano (TO) (1902-1906)
  • Cavalcavia a San Bernardo di Ivrea (TO) (1902)
  • Caserma Moncenisio (C. Henry) a Susa (TO) (1902) progettisti dell’Ufficio Genio Militare
  • Conceria Giraudo a Castellamonte (TO) (1902) progettisti ing. Felice Guidetti Serra e ing. Silvano
  • Campanile della chiesa parrocchiale a Settimo Torinese (TO) (1902)
  • Manifattura d’Annency e Pont a Pont Canavese (TO) (1902-1908) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Stabilimento cotoniero Leumann a Mathi (TO) (1902) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Stabilimento RIV a Villar Perosa (TO), (1906-1908) progettista ing. Giacomo Mattè Trucco
  • Stabilimento Ferrero a Trofarello (TO) (1907 – 1930) numerosi progetti progettisti ing. Felice Guidetti Serra, ing. Vigna
  • Dinamitificio Nobel ad Avigliana (TO) (1908-1917) numerosi progetti, ufficio tecnico interno
  • Stabilimento e Villaggio Leumann a Collegno (TO) (1908- 1914) vari progetti: fabbricati industriali, cisterna, scuole elementari, palazzina impieganti, progettisti ing. Pietro Fenoglio e ing. Marinari
  • Grand Hotel ad Ala di Stura (TO) (1911) progettista ing. Migliore
  • Manicomio Provinciale di Racconigi (TO) (1914-1915), progetto ufficio tecnico provinciale
  • Viadotto ferroviario sulla linea Torino-Ciriè-Lanzo in varie località sulla linea (TO) (1915-1919) ponte, viadotti, sovrappassi, centrale di trasformazione
  • Conceria Lanza a Venaria Reale (TO) (1915-1916) numerosi progetti
  • Stabilimento di gomma SPIGA  a Moncalieri (TO) (1916-1919) numerosi progetti progettista ing. Arcando
  • Officine di Netro già G. B. Rubino a Quincinetto (TO)  (1916.1917) numerosi progetti: canale, centrale elettrica
  • Case Operaie della società le Viscose a Venaria Reale (TO) (1917)
  • Stabilimento società Cave di San Vittore a Balangero (TO) (1917) vari progetti
  • Garage pubblico municipale a Barbania (TO) (1921)
  • Stabilimento società Italiana Grafite e Talco a Avigliana (TO) (1925)
  • numerosi ponti 

Principali costruzioni in Piemonte:

  • Cassa di Risparmio di Vercelli (1896) progettista ing. Canetti
  • Salone del Grand Hotel di Andorno (VC) (1898) progettista ing. Lace
  • Stabilimento Borsalino ad Alessandria (1898- 1924) numerosi progetti 
  • Palazzo Vescovile di Novara (1899) progettista ing. Zorzoli
  • Asilo infantile a Verzuolo (CN) (1900)
  • Ospedale dei Cronici a Valenza (AL) (1900) progettista ing. Giovanni Chevalley
  • Asilo Ferrero a Serralunga d’ALba (CN) (1901) progettista ing. Bellia
  • Stabilimento Cinzano a Santa VIttoria d’Alba (CN) (1901-1921) numerosi progetti, dal 1907 al 1912 nuovi edifici per laboratori con progetto di ing. Pietro Fenoglio
  • Stabilimento Cinzano a Santo Stefano Belbo (CN) (1901-1904) 
  • Caseificio Lang e Schütz a Cavallermaggiore (CN) (1901-1923) numerosi progetti, progettista ing. Rezzonico, ing. Arcando
  • Ponte sul Veglia a Fossano (CN) (1902) progettista ing. Giachino
  • Caseificio Lang e Schütz a Narzole (CN) (1902) progettista ing. Rezzonico
  • Lanificio Biella a Pettinengo (BI) (1902)
  • Ricreatorio a Morano sul Po (AL) (1906) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Stabilimento Eternit a Casale Monferrato (AL) (1906) progettista ing. Pietro Fenoglio
  • Società Anonima Cementi Monferrato a Morano sul Po (AL) (1907-1908) fabbricato, piloni per teleferica
  • Santuario di Vicoforte (AL) (1907) solai, progettista ing. Reycend
  • Regio Manicomio a Alessandria (1907) progettista ing. Gardella e ing. Martini
  • Banca d’Italia Biella (1908) progettista ing. Gurgo
  • Tenuta Engelfred magazzino da riso e dormitori a Tronzano Vercellese (VC) (1908)
  • Stabilimento enologico Bianchi e C. a Bra (CN) (1908) 
  • Centrale Elettrica di soc. anon. Elettricità Alta Italia a Biella (1912) progettista ing. Nicolis
  • Museo e collezione di Artistica F. Borgogna a Vercelli (1912) progettista ing. Leblis
  • Rimessa tranviaria della Soc. Anon. Elettricità Alessandrina di Alessandria (1912-1913)
  • Cinematografo Vittorio Emanuele a Novara (1913) progettista ing. Bronzini
  • Stabilimento Gancia a Canelli (AT) (1914) progettista ing.  Bocchino
  • Salone verniciatura della Società Nazionale Officine Savigliano SNOS a Savigliano (CN) (1914)
  • Peso pubblico a San Damiano d’Asti (AT) (1914)
  • Stabilimento Rivetti a Biella (1914) progettista ing. Grupallo
  • Officine di Netro già G.B. Rubino a Netro (VC) (1916/1917) 
  • Acciaierie di Novi Ligure (AL) (1918)
  • Serbatoio dello stabilimento di birra Menabrea a Biella (1922)
  • Stabilimento Mino a Alessandria (1923)
  • Compagnia Laniera Italiana a Cossato (BI) (1926)
  • Campo sportivo a Cossato (BI) (1928) strutture e gradinate
  • numerosi ponti 

Principali costruzioni in Liguria:

  • Palazzo dei Giganti a Genova (1896) progettisti ing. Dario Carbone e ing. Eugenio Fuselli
  • Mercato orientale a Genova (1898-1899) progettisti ing. Veroggio ing. Bisagno e ing. Cordoni
  • Case di via XX Settembre n. 31-33-35-37-39-41 a Genova (1899-1900), progettista ing. Dario Carbone
  • Silos granari Hennebique a calata Santa Limbana nel porto di Genova (1901-1903) progettisti ing. Carissimo, ing. Crotti, ing. De Cristoforis – videoarticolo
  • Ponte sul Bormida a Millesimo (SV) (1902) il primo ponte in cls armato d’Italia
  • Case Edilio Raggio, via Raggio 3-5-7-9-11 a Genova (1902-1904)
  • Funivie del carbone Savona-San Giuseppe di Cairo (1903) progettisti ing. Carissimo, ing. Crotti
  • Fabbricati di Molitura Società Molini Alta Italia a Genova Sampierdarena (1904-1905) ora demoliti
  • Palazzo Staricco o Palazzo Orzali via XX Settembre 29 a Genova (1905), progettista ing. Gaetano Orzali
  • Grand Hotel Miramare a Genova (1907) progettista arch. Arnold Bringolf con arch. Gino Coppedè
  • Palazzo delle Cupole via XX Settembre 2 a Genova (1907-1909), progettisti ing. Dario Carbone, ing. Podiani
  • Palazzo della nuova Borsa a Genova (1907-1910) progettista arch. Dario Carbone
  • Casa Delle Piane corso Italia 31 Savona (1908) progettista ing. Alessandro Martinengo
  • Case operaie Società Anonima Jutificio di Spezia a La Spezia (1908)
  • Palazzo delle Poste e dei Telegrafi a Genova (1909) progettista arch. Dario Carbone
  • Società Elettrica Riviera di Ponente ing. Rinaldo Negri (poi CIELI) di Savona, vari progetti: centrale termoelettrica (1911) casa per impiegati (1911-1912) cabina trasporti (1911) pali per vasca filtrante (1913), progettista ing. Rinaldo Negri. Ora vi sorge il centro commerciale La Città sul Mare
  • Palazzo della Banca d’Italia a Genova (1911) progettista ing. Luigi De Gaetani
  • Centrale di trasformazione elettrica di Lavagnola (SV) (1913) progettista ing. Rinaldo Negri
  • Stabilimento Grandi Artiglierie Ansaldo a Genova Campi (1916) progettista arch. Aldolfo Ravinetti
  • Ferriere di Imperia Oneglia (1916-1917) – ora demolite
  • Società Ceramica Ligure a Genova Borzoli, numerosi progetti: stabilimento e annessi (1921-1930), Casa Operaia e Refettorio (1926)
  • Hotel Colombia o Palazzo Faraggiana via Balbi 40 a Genova (1922/1923), progettisti ing. Giuseppe Celle, ing. Piero Barbieri, ora sede della Biblioteca Universitaria di Genova
  • Società Ceramica Ligure a Ponzano (SP), numerosi progetti: stabilimento e annessi (1923- 1931), fabbricato uffici (1928)
  • Villa Bianca meglio conosciuta come Villa Grock a Imperia (1930) progettista ing. Brignole in collaborazione con il proprietario, il clown circense Adrian Wettach in arte Grock ora sede del Museo del clown

Principali edifici in Italia 

  • Cavalcavia sulla ferrovia a Padova (1897-1989) progettista ing. Daniele Donghi
  • Palazzo delle Assicurazioni Generali Venezia in piazza Cordusio a Milano (1898) progettisti ing. Beltrami e ing. Tenenti
  • Padiglione Magazzini Ansaldi a Milano, (1903)
  • Serbatoio per l’acqua potabile del Torrione Sud del Castello Sforzesco a Milano (1903)
  • Teatro Sociale a Rovigo (1903-1904), progettista ing. Daniele Donghi
  • Semoleria Italiana di Cagliari (1904-1905), progettista ing. Carlo Bagnasco, vari progetti: stabilimento, case operaie, frantoi, depositi, centrale elettrica
  • Palazzo Civico di Cagliari (1906), progettisti ing. Annibale Rigotti ing. Crescentino Caselli
  • Chiesa di Santa Maria Liberatrice e ricreatorio salesiano a Roma (1907) progettista ing. Ceradini
  • Ponte sull’Astico a Calvene (VI) (1907-1908)
  • Numerosi edifici per la ricostruzione di edifici a Reggio Calabria e Messina dopo il sisma del 1908
  • Palazzina Calzone via del Collegio Romano 5 a Roma (1909)
  • Teatro Eliseo, già teatro Kursaal Mauri a Roma (1909)
  • Campanile della Basilica San Marco a Venezia (1910-1911) progettista ing. Daniele Donghi
  • Tempio Valdese a Roma (1911), progettisti ing. Rutelli, ing. Bonci ing. Pazzi
  • Ponte Risorgimento a Roma (1911)
  • Cinema Teatro di Teramo (1912)
  • Banca Commerciale Italiana a Milano (1914), progettista ing. Casati, ampliamento
  • Ospedale di Siena (1913-1915) ampliamento
  • Hangar per dirigibili a Parma (1918) ora demoliti
  • Fabbrica Birra a Aosta (1920)
  • Ponte sul fiume Adda a Pizzighettone (MI) (1920)
  • Acciaierie Cogne e Girod a Aosta (1925), officina magli e laminatoi
  • Centrale termoelettrica di Turbigo (MI) (1926)

Principali edifici all’estero

  • Stabilimento Cinzano a Chambery, Francia (1909), ampliamento fabbricato di La Rize
  • Deposito per locomotive  e serbatoi per l’acquedotto comunale a Tripoli, Libia (1912)
  • Scuola di italiano a Rodi, Grecia (1922) progettista ing. Ferro
  • Scuola di italiano a Antalya, Turchia (1922) progettista ing. Piero Molli
  • Ospedale italiano e serbatoi idrici a Tangeri, Marocco (1926) progettista ing. Piero Molli

Tracce di Porcheddu a Torino

Porcheddu è stato seppellito nel cimitero monumentale di Torino, terza ampliazione arcata 51, dove si può ammirare la splendida tomba di famiglia eretta nel 1912. Il gruppo scultoreo principale è dedicato alla moglie, Amalia Dainesi, scomparsa prematuramente nel 1902, nel pregevole stile liberty e floreale. Le sculture sono dello scultore Edoardo Rubino e i mosaici dell’architetto e artista bolognese Giulio Casanova. A Porcheddu nel 2012 è stata intitolata la capriata Porcheddu, appunto, nel parco Peccei (o Parco Spina 4) su via Cigna, dove sorgeva la SIMA (settore metallurgico della FIAT) poi divenuta Officine Telai Iveco. La struttura in calcestruzzo armato della capriata è stata da lui edificata. Il celebre esponente del liberty Pietro Fenoglio riadattò per lui nel 1909 una sontuosa villa su corso Massimo D’Azeglio 12 angolo via Berthollet, ora purtroppo distrutta, a conferma del sodalizio tra due esponenti di spicco della cultura edilizia del tempo. Anche il suo studio laboratorio in corso Marconi (allora corso Valentino) 20 progettato in stile liberty dal suo collaboratore ing. Ettore Bracco, è stato demolito. Nell’ultima parte della sua vita si trasferì in una villa nella frazione di Cavoretto in collina, in strada dei Ronchi 29/31/33, poi venduta ad altri proprietari. L’archivio Porcheddu è interamente conservato al Politecnico di Torino  Politecnico di Torino. Dipartimento di ingegneria strutturale, edile e geotecnica – DISEG

Genealogia ed eredi

Sposatosi con Amalia Dainesi, ebbe sette figli: Mario (1893-1964) avvocato e poi direttore artistico di diversi casinò, Eugenia (1895-1948), Teresa (1896-1962), Giuseppe (Beppe) (1898- sparito nel 1947) noto illustratore, Ambrogia(1899-1974) che sposerà l’avvocato e uomo politico Giorgio Bardanzellu, Luciano (1901-1963), Amalia (1902-1984). Il più famoso dei sui figli è sicuramente l’artista Giuseppe Porcheddu, pittore, incisore, scultore, grafico e fumettista che ebbe grande fama in vita, illustrando il Pinocchio di Collodi, disegnando alcune bambole Lenci e dedicandosi soprattutto all’illustrazione della letteratura per l’infanzia. Fu anche fervente antofasicasta e trasferitosi alla fine degli anni Trenta a Bordighera, nascose nella sua casa diverse persone perseguitate dal regime. Il primogenito Mario, ebbe a sua volta un figlio, Gianantonio Porcheddu, artista concettuale attivo a Bordighera apprezzato negli anni Sessanta e Settanta. Nessuno dei figli, comunque, seguì la carriera del padre.

BIBLIOGRAFIA

Per consultare gli scritti riguardanti l’ing. G. A Porcheddu vai a questa pagina

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