Eseguire un intonaco naturale per sanificare muri umidi

Le case antiche presentano spesso ai piani terra o nei piani seminterrati problemi di umidità. Questo è dovuto in molti casi all’assenza di areazione del solaio che confina con il terreno (nel passato si gettava uno strato di grossi massi che fungeva da microareazione, e poi il massetto) e quindi alla risalita di umidità attraverso le murature. Può anche trattarsi di pioggia battente sui muri, o di ristagno di acqua sulle murature. Per intervenire sulle murature il primo concetto fondamentale deve essere la traspirazione. Il muro deve potere traspirare e smaltire l’umidità in eccesso. La soluzione più antica (e valida ancora oggi) per risolvere o mitigare il problema dei muri umidi è utilizzare un intonaco con cocciopesto, ovvero mattoni frantumati. L’intonaco a cocciopesto è idraulicizzato, ovvero il cocciopesto conferisce caratteristiche idrauliche al grassello, che è una malta aerea. Questo significa che l’intonaco fa presa anche in presenza di acqua, resiste perciò all’umidità; ha una maggiore resistenza nel tempo; la presenza di argilla aumenta l’igroscopicità, ovvero la capacità di assorbire l’acqua in eccesso e di rilasciarla lentamente. Senza dimenticare che il cocciopesto è un intonaco fortemente traspirante, e grazie al PH basico della calce è un ottimo funghicida e battericida, rendendo perciò molto sani gli ambienti.

Alcuni concetti fondamentali:

  1. E’ necessario rimuovere l’intonaco precedente, poiché spesso non si conosce la natura dello stesso , se sia cementizio ecc Questo vale soprattutto in caso di muri ammalorati. Riproponendo uno strato omogeneo si massimizzano la caratteristiche igroscopiche del materiale
  2. E’ fortemente consigliato applicare l’intonaco in forte spessore (circa 6 cm) in maniera da aumentare la sua funzione di “polmone” assorbimento dell’umidità e rilascio lento. Se l’umidità è presente nelle parti basse del muro si può eseguire una zoccolatura di maggior spessore per poi ridurla nella parte alta
  3. L’intonaco andrà steso in mani via via più fini, impiegando prima sabbia grossa (0/4, 0/5), e quindi stendendo mani da 2 cm circa, per poi passare alla sabbia da intonaco civile (0/3) con spessori da 1 cm circa, per terminare con la stabilitura
  4. La prima mano può essere composta da un intonaco in calce idraulica naturale NHL, del grassello, sabbia e cocciopesto. Le mani successive possono essere composte solo da grassello, sabbia e cocciopesto
  5. La stesura non dovrà essere mai troppo schiacciata, in maniera da lasciare l’intonaco macroporoso
  6. Anche la pittura finale andrà eseguita con grassello di calce per non compromettere la traspirabilità.

In presenza di fortissima umidità di risalita anche il cocciopesto potrebbe dare dei problemi, se non riesce ad assorbire e rilasciale la quantità di acqua che arriva; in quel caso dovranno essere valutate delle alternative. Altre soluzioni più strutturali consistono nella realizzazione di un vespaio areato, o in alcuni casi di esecuzione di cappotto esterno.

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